Dove sta andando la dermatologia?
La Specializzazione in Dermatologia e Venereologia ha ancora un senso?

Mi pongo e vi pongo questa domanda provocatoria perché più passano gli anni e sempre più ho l'impressione di essere circondato da persone che a vario titolo pontificano sulle malattie di competenza dermatologica con una disinvoltura inquietante. Sembra che farmacisti, podologi, estetiste, parrucchieri, medici di altre discipline ma anche casalinghe, influencer su varie piattaforme (da Instagram a tik tok, da facebook a X...) abbiano particolari competenze per dire la loro sulle patologie dermatologiche più disparate. La disinvoltura con cui queste figure parlano è direttamente proporzionale alla loro mancanza di conoscenza (ignoranza).
Forse alcune esemplificazioni pratiche possono aiutare il lettore a capire ciò di cui parlo.
Tantissime persone non sanno che il dermatologo si occupa anche delle patologie degli annessi cutanei, cioè capelli e unghie e pertanto non si rivolgono affatto al dermatologo ma piuttosto a podologi, estetiste, farmacisti per arrivare dal dermatologo solo dopo mesi o anni di tentativi terapeutici. Questi pazienti, a fronte di una serie di numerosissime patologie delle unghie, ricevono una unica diagnosi (nel 90% delle volte sbagliata): onicomicosi. Tutto ciò è frustrante per lo specialista che, oltre a fare una diagnosi attraverso vari strumenti diagnostici che non richiedono poco tempo (ad esempio praticare ricerca diretta e/o colturale miceti) deve fare una vera e propria opera divulgativa spiegando ai pazienti che non esistono solo le infezioni micotiche delle unghie ma tantissime altre patologie internistiche di cui le unghie sono solo una spia. Inoltre la gestione approssimativa di tali pazienti non è priva di costi che gravano sullo stesso paziente: basta pensare ai numerosissimi prodotti antimicotici topici dal costo non irrilevante, consigliati erroneamente. Lo scenario è ancora più grave per le patologie dei capelli: molto pazienti si affidano al parrucchiere oppure a fantomatici centri tricologici che non hanno alcuna competenza specifica ma piuttosto hanno come unico obiettivo speculare facendo affari sulla credulità popolare. La tricologia è parte della integrante della disciplina dermatologica ed è insegnata nelle Scuole di specializzazione di cui si fanno carico tutti i centri accademici. Anche in questo ambito dobbiamo prendere atto che il paziente ancora oggi scopre "con stupore" che il dermatologo deve essere la figura di riferimento dopo magari aver speso migliaia di euro su indicazioni di figure che si macchiano, magari anche inconsapevolmente, di reato di abuso della professione medica.
Un altro ambito estremamente delicato è quello della medicina estetica: di diritto possono erogare prestazioni di medicina estetica gli Specialisti in Dermatologia, in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica ma anche medici con un documentato trainer formativo pluriennale. Va da sé che non potrebbe etichettarsi come medico estetico un odontoiatra (in quanto non è un medico) oppure un medico che ha fatto brevi corsi di un weekend magari sponsorizzato da un'azienda che produce filler o altri prodotti per l'estetica medica. Basta fare una ricerca sulla rete per verificare come le figure di cui sopra imperversano con le loro sollecitazioni sugli utenti della rete. Molti medici estetici si avvalgono della collaborazione del dermatologo, in particolare per la formulazione di una diagnosi corretta prima di un qualunque atto terapeutico o trattamento estetico; tale collaborazione evita che medico estetico possa fare degli errori grossolani omettendo diagnosi di neoplasie cutanee. Un esempio a tal proposito sono alcune lesioni pigmentate del volto banalizzate con una osservazione superficiale non specialistica ed invece precocemente diagnosticate come lentigo maligna/ melanoma da parte del dermatologo.
Tornando alla domanda con cui ho iniziato questa riflessione: lo specialista in dermatologia ha ancora un ruolo di primo piano? Ad esempio nella diagnosi del melanoma e dei tumori cutanei? Guardando i dati della letteratura mondiale non ci sono dubbi: il dermatologo è la figura professionale che ha le migliori performance diagnostiche nel melanoma e di tutte le altre neoplasie non melanoma. In altri termini è la figura professionale che spunta il maggior numero di diagnosi precise a fronte di un numero minore di lesioni benigne asportate.
Benissimo potremmo dire; e invece sembra che qualcuno dimentichi queste evidenze. Infatti se queste sono le evidenze della scienza allora non si riesce a capire la grave amnesia che ha colpito il legislatore per quanto pubblicato sulla gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana del 12/6/2026 n° 134 in tema di prevenzione del melanoma: istituzione della giornata nazionale di prevenzione del melanoma.
Leggendo l’Art 4 si parla di” campagne di screening di massa" con la collaborazione dei dipartimenti di prevenzione, medici di comunità e cure primarie, medici di medicina generale, farmacie anche attraverso telemedicina e teleconsulto.
Nel testo manca ogni riferimento all'unica figura professionale che si occupa con competenza della diagnosi precoce del melanoma. Come mai il dermatologo non viene neanche nominato?.
Stando così le cose dobbiamo prendere atto che il legislatore ha le stesse lacune di una casalinga, di un influencer o di chi altro si esprime su materia di cui non ha competenza. È una presa d'atto che comporta una grande amarezza da parte di chi svolge l'attività di dermatologo da 45 anni con la stessa identica passione dei primi tempi. Ho ritenuto di scrivere queste poche righe di sfogo professionale che è anche quello dei tanti colleghi dermatologi con i quali ogni giorno ci troviamo a riflettere sull'attuale ruolo ed il futuro della dermatologia. La speranza è che coloro che hanno un ruolo istituzionale abbiano il senso di responsabilità che li spinga a rivolgersi ai vertici della dermatologia italiana nelle sue varie espressioni associative prima di legiferare su materie che coinvolgono la branca dermatologica.
Dott. Bruno Brunetti
Socio e Coordinatore Gruppo Diagnostica strumentale dermatologica ADECA - Associazione Dermatologi Campani